Intersos: Italia 15ma in Ue per aiuti allo sviluppo, ma terza nelle missioni militari / Notizie / Home - Unimondo
Shared via AddThis
sabato 25 luglio 2009
venerdì 17 luglio 2009
Partire è un pò morire? Codardia o coraggio?
Non lo so proprio. non sono stato mai deciso, soddisfatto, o chiaro persino con me stesso, nella mia vita. Non so se sia un bene o un male, perchè non mi sono nemmeno domandato arrivato a 30 anni che voglio realmente fare.
So solo che ci sono un sacco di cose non mi stanno bene e non condivido, cose come la morte della meritocrazia tutta italiana, come l'impero del clientelismo, come le arruffianate che si vedono ancora in tutti gli uffici, anche nel non-profit dove tutto dovrebbe essere chiaro limpido e fantastico,
come l'essere ceto-medio (intendo culturalmente) e non aspirare nè pensare minimamente che la cultura, l'informazione sia l'unica strada per una scalata nell'erto percorso della mobilità sociale.
Tutto questo mi fa cagare. Mi fa cagare che in un paese di piccole e medie imprese manchi assolutamente la cultura imprenditoriale, mi fa cagare che se sei un asino ed hai i soldi, non importa che sei asino, potrai gareggiare con stalloni e levrieri. Mi fa cagare che (ed io per primo l'ho fatto) ce ne fottiamo altamente di quello che succede nel nostro paese con il semplice alibi che non si capisce nulla. Mi fa cagare che devi lavorare per 600 euro al mese. Mi fa cagare che fare uno stage spesso significa lavorare a gratis e fornire manodopera, che è spesso bassa manovalanza. Altre volte, quando sei fortunato e impari qualcosa, se ti chiedono di restare, c'è qualcosa che non quadrerà. Mi fa cagare che se decidi di laurearti in qualcosa che non sia medicina, ingegneria, architettura, matematica e gli eccetera annessi...fai la fame. Perchè non sanno svecchiare il sistema, non sanno valorizzare ed innovare l'Italia, immaginiamoci se possono pensare a darti uan preparazione utile nel mondo del lavoro. Ma siamo pazzi? Piuttosto pensiamo a come narcotizzare gli italiani e non fargli capire un cazzo coi vari sistemi di ipnosi del momento. Cosi ti rompi il cazzo e parti...
- "Parti?Sii? E dove cazzo vai?
"Io ho scelto...di andare" dico. "Oltremanica".
Non potevo scegliere periodo peggiore direi. Per trovare un lavoro ci ho messo cinque mesi, passando da un lavoretto alientante all'altro in cui non ti sembra di fare un cazzo, di non imparare nulla di nuovo, e che il tuo inglese fa ancora cagare.....fino a che non trovi qualcosa di meglio che però, essendo stato abituato (seppur pagato un cazzo) a fare qualcosa più vicino alla tua preparazione, ti sta comunque stretto. Cosi, se sei come me: indeciso, insicuro, fragile, inetto (a volte), lunatico, e facilmente scalfibile (passatemi il termine non me ne viene uno migliore) odi l'Italia e la sua piramide collaterale ancora di più perchè è il motivo fondamentale per cui sei andato via, e dall'altra ti chiedi se è valsa comunque la pena di abbondonare una vita che sì, era altalenante, ma che - al contrario di questa nuova dove tutto è "punto e a capo"- almeno aveva dei punti fermi, come amicizie, affetti e un percorso lavorativo che FORSE (e dico forse lo sa solo Dio!) tra 5 anni poteva freuttare qualcosa, o te la prendevi comunque nelle orecchie. Non lo so. Non lo saprò mai ormai.
Non se sono scappato, se non sono in grado di assumermi le responsabilità che ci si deve assumere a trent'anni. Non lo so se tornando mi sentireisoddisfatto, non lo so se restando qui dove sono mi sentirò vincente. Sinceramente non so un cazzo.
E' troppo tardi per fare un master? Per ricominciare, Per chiarirsi le idee. E' il caso di iniziare qualcosa qui e poi tornare? Restare? Non lo so....ancora una volta.
Che minchia sto facendo? Ancora una volta, non lo so. So solo che quest'anno pensavo che qualcosa fosse cambiato, che avevo inizaito un percvorso alla ricerca di me stesso, qualcosa che volevo iniziare da anni e che avevo iniziato a credere di poter contare sulle mie forze. So anche che quando si fa i conti con se stessi si è meno obiettivi, e che il margine di errore può aumentare, ma non trovo ugualmente una risposta.
Sono scappato o evaso?
Non scrivo perchè voglio pareri consolatori o di supporto, ma realmente un punto di vista.
Alla luce della situazione che c'è in Italia, so che qualcuno mi dirà che è stata una prova di coraggio, ma io stesso penso che a volte ho paura di prendermi delle responsabilità e di decidere.
In fondo, se ci pensiamo
Chissà se è stato coraggio partire o sarebbe stato coraggioso restare, vista la catastrofica situazione in cui versa l'Italia ed il culo che avevo avuto a trovare qualcosa di attinente al mio percorso di studi, anche se pagato una miseria e con una situazione che, trattandosi di non-profit, mi faceva assolutamente cagare. Adesso mi sento come una bimba protesa verso un palloncino che avrà comunque vita breve... .)
Tra gli eccetera possibili ho scovato una poesia (attribuita a P. Neruda) che potrebbe aiutarmi a vedere positivo, a darmi la carica, ma a dire la verità mi sento più come la bambina del palloncino...Aspetto i vostri "eccetera" e vi lascio "apprezzare" i due fuochi in cui in questo momento mi trovo...(Io sono un po cosi, un po romantico e malinconico, un po pessimista, un po fiducioso un pò anticonformista.)
Quale sarà quello giusto?
Lentamente muore*
chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
*Muore lentamente*
chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
*Lentamente muore**
chi non capovolge il tavolo, chi e' infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
*Lentamente muore* chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
*Muore lentamente*
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
*Lentamente muore*chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicita'.
giovedì 16 luglio 2009
Scienze della comunicazione...eccetera eccetera
Ciao a tutti. Ho deciso di creare questo blog il 14 luglio 2009, il giorno stesso cioè in cui è stato indetto il primo sciopero dei blogger al mondo per difendere la libertà in Rete.
Nonostante, saputa la cosa, abbia aspettato il 15 luglio per creare la mia "traccia su rete" l'operazione non è riuscita, quasi a volermi punire per aver solo osato pensare di crearlo il 14.
Dopo tre tentativi, però eccoci qui. Vi riassumo il pensiero che mi ha portato a creare questa scatolina sul web. Anzitutto perchè mi riesce meglio scrivere (poi non è detto che piaccia, o che scriva bene!) che parlare; ognuno insomma usa la forma comunicativa che gli è più congeniale, e secondo perchè mi andava di sentirmi "più" parte del tutto...insomma cantare dentro al coro dei blogger...un coro che mi piace tanto visto le forme e le connotazioni e gli eccetera svariati che sta assumendo e la controinformazione che sta facendo.
"Art opens eyes" è questo il senso di "Scienze della comunicazione...eccetera eccetera"...un blog che all'inizio avevo chiamato "Punto virgola etc eccetera", ma che poi ho deciso di dedicare ad una cerchia di "eletti" che a differenza di quanto purtroppo spesso si creda, ha un grosso potenziale, è costituita da persone intelligenti ed informate, ma che spesso il mercato non trovano assorbimento e risposte positive nel mercato del lavoro, un mercato che non solo non risponde positivamente alla domanda di lavor presente ma che è incapace e (incurante) di trovare soluzioni intelligenti ai nuovi iscritti che negli ultimi anni si sono moltiplicati, rendendo sconosciute anche normative esistenti come la 150/00 che "Disciplina le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni".
Ahahahahaha
A parte la digressione, vorrei che il blog diventasse un foglio su cui scrivere, scarabocchiare, parafrasare, poetare, disegnare, dipingere e un cassetto cui regalare un po della propria "espressione" e delle proprie idee, dei propri "flash", siano essi parole, musica, scatti, ...qualsiasi tipo di espressione artistica...è benvenuta. E ovviamente nessun tema è bandito e possono scrivere tutti, non solo i "comunicatori"... L'idea è quella di utilizzare l'arte per la "conoscenza", una conoscenza più intima delle cose, l'arte per "Avvicinarsi" e Condividere.
L'arte non è solo nei musei o nelle gallerie e i pensieri non si fanno valere solo se si ha una grande "penna" o se si hanno megafoni come i media, i pensieri si possono esprimere ovunque...la pubblicità, il marketing, la politica utilizzano tutti i possibili mezzi a disposizione (compresi muri e mezzi pubblici) perchè non dovrebbe farlo l'arte? Perchè non dovremmi farlo noi?
L' immagine che ho scelto per il blog, non e' data al caso ed è dedicata all'intelligenza di molti dei comunicatori che spero andranno a fermare il loro sguardo su questo blog...Si trova in Palestina sul muro costruito da Israele per separare i territori palestinesi occupati; un muro tre volte più alto di quello che era a Berlino... Su questa imponente barriera scissionista Banksy ha trovato nell'arte una chiave per evadere, e per deninciare una situazione. Il bambino aggrappato ad un grappolo di palloncini va oltre la muraglia, ma resta la forte carica polemica...il senso di Punto virgola etc eccetera vuole essere un po' quello di lasciare un segno nei suoi divesi modi
Quindi iniziamo. E non importa se rasenteremo la follia o risulteremo strani, ci piacerà per questo: nessun timore possiamo (dobbiamo!) esprimerci come ci pare. Sfogo alle idee quindi!
Un pensiero non espresso o condiviso resta solo un'idea. "Happiness only real when shared"…scriveva Emile Hirsch dopo un lungo viaggio alla ricerca di se stesso in "Into the Wild". What about the knowledge? La conoscenza in se è davvero "potere"? (dipende che si intende poi per potere!)
Aspetto di sentire cosa ne pensate dalla Blogosfera. Ah, ovviamente non ci sono limitazioni di temi, il senso del blog è quello di diffondere, condividere e dare sfogo a tutto quello che ci viene in mente e che ci interessa. Si parli (comunichi, dipinga, si "ecceteri") di società contemporanea, di guerra, di ambiente, di politica e antipolitica, di violazione dei diritti umani, di mali interiori, o sole e mere riflessioni, di flusso di coscienza, va bene....questa pagina è come fosse un diario, un taccuino...e possiamo scrivere cose ponderate o partorite d'impulso. L'importante è NON pensare che qualcuno ci " leggerà". Tavolta potremmo chiedere pareri esplicitamente, ma altre volte il trucco per esprimerci al meglio è quello di pensare di parlare a noi stessi, al nostro diario appunto... e tutto riuscirà meglio. Poi invece la chiave sta proprio nel fatto che qualcuno vedrà il nostro messaggio, dira' la sua ...commenterà in negativo, positivo, neutro, o semplicemente dirà la sua, la vedrà in modo diverso o in modo uguale con un diverso eccetera. Ogni parere ha senso.
Nessuno ha idee limitate...solo a volte le si "delimita" non comunicandole: apriamo il cerchio ed "ecceteriamo" (mi piace questa parola ci sto prendendo gusto!) in coro.
Siate voi stessi, siate liberi. Siate comunicatIVI...
Aspetto di sentire che ne pensate . E magari anche che qualcuno inizi il "Blog" ...dando sfogo al suo bagaglio di "eccetera...eccetera"...
Nonostante, saputa la cosa, abbia aspettato il 15 luglio per creare la mia "traccia su rete" l'operazione non è riuscita, quasi a volermi punire per aver solo osato pensare di crearlo il 14.
Dopo tre tentativi, però eccoci qui. Vi riassumo il pensiero che mi ha portato a creare questa scatolina sul web. Anzitutto perchè mi riesce meglio scrivere (poi non è detto che piaccia, o che scriva bene!) che parlare; ognuno insomma usa la forma comunicativa che gli è più congeniale, e secondo perchè mi andava di sentirmi "più" parte del tutto...insomma cantare dentro al coro dei blogger...un coro che mi piace tanto visto le forme e le connotazioni e gli eccetera svariati che sta assumendo e la controinformazione che sta facendo.
"Art opens eyes" è questo il senso di "Scienze della comunicazione...eccetera eccetera"...un blog che all'inizio avevo chiamato "Punto virgola etc eccetera", ma che poi ho deciso di dedicare ad una cerchia di "eletti" che a differenza di quanto purtroppo spesso si creda, ha un grosso potenziale, è costituita da persone intelligenti ed informate, ma che spesso il mercato non trovano assorbimento e risposte positive nel mercato del lavoro, un mercato che non solo non risponde positivamente alla domanda di lavor presente ma che è incapace e (incurante) di trovare soluzioni intelligenti ai nuovi iscritti che negli ultimi anni si sono moltiplicati, rendendo sconosciute anche normative esistenti come la 150/00 che "Disciplina le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni".
Ahahahahaha
A parte la digressione, vorrei che il blog diventasse un foglio su cui scrivere, scarabocchiare, parafrasare, poetare, disegnare, dipingere e un cassetto cui regalare un po della propria "espressione" e delle proprie idee, dei propri "flash", siano essi parole, musica, scatti, ...qualsiasi tipo di espressione artistica...è benvenuta. E ovviamente nessun tema è bandito e possono scrivere tutti, non solo i "comunicatori"... L'idea è quella di utilizzare l'arte per la "conoscenza", una conoscenza più intima delle cose, l'arte per "Avvicinarsi" e Condividere.
L'arte non è solo nei musei o nelle gallerie e i pensieri non si fanno valere solo se si ha una grande "penna" o se si hanno megafoni come i media, i pensieri si possono esprimere ovunque...la pubblicità, il marketing, la politica utilizzano tutti i possibili mezzi a disposizione (compresi muri e mezzi pubblici) perchè non dovrebbe farlo l'arte? Perchè non dovremmi farlo noi?
L' immagine che ho scelto per il blog, non e' data al caso ed è dedicata all'intelligenza di molti dei comunicatori che spero andranno a fermare il loro sguardo su questo blog...Si trova in Palestina sul muro costruito da Israele per separare i territori palestinesi occupati; un muro tre volte più alto di quello che era a Berlino... Su questa imponente barriera scissionista Banksy ha trovato nell'arte una chiave per evadere, e per deninciare una situazione. Il bambino aggrappato ad un grappolo di palloncini va oltre la muraglia, ma resta la forte carica polemica...il senso di Punto virgola etc eccetera vuole essere un po' quello di lasciare un segno nei suoi divesi modi
Quindi iniziamo. E non importa se rasenteremo la follia o risulteremo strani, ci piacerà per questo: nessun timore possiamo (dobbiamo!) esprimerci come ci pare. Sfogo alle idee quindi!
Un pensiero non espresso o condiviso resta solo un'idea. "Happiness only real when shared"…scriveva Emile Hirsch dopo un lungo viaggio alla ricerca di se stesso in "Into the Wild". What about the knowledge? La conoscenza in se è davvero "potere"? (dipende che si intende poi per potere!)
Aspetto di sentire cosa ne pensate dalla Blogosfera. Ah, ovviamente non ci sono limitazioni di temi, il senso del blog è quello di diffondere, condividere e dare sfogo a tutto quello che ci viene in mente e che ci interessa. Si parli (comunichi, dipinga, si "ecceteri") di società contemporanea, di guerra, di ambiente, di politica e antipolitica, di violazione dei diritti umani, di mali interiori, o sole e mere riflessioni, di flusso di coscienza, va bene....questa pagina è come fosse un diario, un taccuino...e possiamo scrivere cose ponderate o partorite d'impulso. L'importante è NON pensare che qualcuno ci " leggerà". Tavolta potremmo chiedere pareri esplicitamente, ma altre volte il trucco per esprimerci al meglio è quello di pensare di parlare a noi stessi, al nostro diario appunto... e tutto riuscirà meglio. Poi invece la chiave sta proprio nel fatto che qualcuno vedrà il nostro messaggio, dira' la sua ...commenterà in negativo, positivo, neutro, o semplicemente dirà la sua, la vedrà in modo diverso o in modo uguale con un diverso eccetera. Ogni parere ha senso.
Nessuno ha idee limitate...solo a volte le si "delimita" non comunicandole: apriamo il cerchio ed "ecceteriamo" (mi piace questa parola ci sto prendendo gusto!) in coro.
Siate voi stessi, siate liberi. Siate comunicatIVI...
Aspetto di sentire che ne pensate . E magari anche che qualcuno inizi il "Blog" ...dando sfogo al suo bagaglio di "eccetera...eccetera"...
Iscriviti a:
Post (Atom)